Il viaggio e le mete

Il viaggio e le mete

Gli emigranti italiani si sono dispersi "ai quattro venti". Hanno raggiunto, in quantità variabile, ogni paese del mondo.
Dal 1876 (anno in cui si cominciò a contare gli espatri) e per un secolo:
più di dieci milioni sono partiti dal Sud e dalle isole, cinque milioni dal Centro, cinque milioni e mezzo dal Nord-Est, cinque milioni dal Nord-Ovest.
In prevalenza erano originari del Veneto, della Campania, della Sicilia, della Lombardia, del Piemonte e della Calabria.
I paesi che ne hanno accolto il maggior numero sono stati: Stati Uniti d'America (circa sei milioni), Francia (quattro milioni e mezzo), Svizzera (circa quattro milioni), Argentina (circa tre milioni), Germania (circa due milioni e mezzo), Brasile (un milione e mezzo) e Canada (più di mezzo milione).
Per l'emigrante vale un detto siciliano: E unni agghiorna agghiorna. Così lo spiega Leonardo Sciascia (in "Occhio di capra", pp.68-69): "E dove sarà giorno sarà giorno. Ma è un 'dove' che vale anche 'quando' e con una sfumatura di 'se'. Se, quando e dove sarà giorno, sarà giorno. Si dice nel prendere una decisione che comporta rischi: come di un cammino intrapreso nel buio della notte, con l'insicurezza di raggiungere una meta; e si vedrà al sorgere del giorno dove saremo arrivati, quale luogo e sorte ci sono stati assegnati". Frase che da almeno un secolo suggella - fingendo noncuranza, scherzosamente: ma con intimo strazio - le decisioni, a migliaia numerose, di emigrare

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